Dietro la bottiglia, insieme a Riccardo Lepri

Laureato in Economia e commercio, divenuto produttore di vino con un semplice motto: “Concretezza e realismo“.

Riccardo Lepri è al timone dell’azienda da più di un decennio.
Situata in una zona della Toscana meridionale, terra sconosciuta per la maggior parte turisti, l’azienda Montauto ha preso la decisione controcorrente, quella di concentrarsi sui vini bianchi in una regione che è molto conosciuta per i suoi vini rossi.

Come hai fatto a diventare un produttore di vino?

Sono stato fuori da casa per studi universitari, ma sono poi tornato in Maremma con un forte desiderio di continuare l’attività di famiglia.
Mio nonno, Enos, fondatore dell’azienda negli anni 60’, non era convinto e mi ha messo alla prova con un periodo di prova molto intenso (lo definisco il mio anno di militare).
Mi svegliavo alle 6 del mattino e lavoravo fino al tramonto, tutti i giorni, ma nulla riusciva a togliere il mio entusiasmo per il lavoro.
Quando ho finalmente preso il timone dell’azienda, è stato esilarante.
Non ho mai guardato indietro.

Qual è l’ispirazione dietro la lepre sulle bottiglie?

La lepre sulla bottiglia è un gioco con il mio cognome “Lepri”, nonché un cenno al paesaggio incontaminato dove nascono i nostri vini. Ci si può sedere sulla terrazza e vedere le lepri che esplorano il paesaggio, uno spettacolo davvero gratificante.

Descrivi il tuo territorio, la Maremma Toscana, in tre parole.

Selvaggio, unico ed innovativo.

Parlaci dei tuoi vini

Fiore all’occhiello sono i vini bianchi.
Il nostro terreno è ricco di minerali, che insieme alle brezze marine e alle buone escursioni termiche conferiscono al vino freschezza, sapidità ed eleganza. Grande bocca e persistenza che insieme all’equilibrio si fa’ apprezzare soprattutto con il cibo.

Cosa sei più orgoglioso finora nella tua esperienza di vinificazione?

Nel 2005, il mio primo anno a capo di Vini Montauto, abbiamo realizzato un Sauvignon e un Bianco di Pitigliano. Molti dei miei colleghi erano scettici. La Toscana è la patria di vini rossi importanti  come il Chianti e il Brunello di Montalcino.
Ma non tutti sanno che la Maremma era un tempo famosa per i suoi vini bianchi. Il Bianco di Pitigliano è infatti una delle più antiche DOC d’Italia. Il nostro terroir è particolarmente adatto a produrre grandi bianchi, così ho deciso di intraprendere il progetto della valorizzazione dei Grandi vini Bianchi di Maremma.

Descrivi la tua filosofia di vinificazione

Molti produttori moderni sono interamente focalizzati sul “naso” di un vino.
Il bevitore medio “degusta” un vino odorandolo ed esprimendo un giudizio. Parte del nostro lavoro è quello di rendere il bevitore medio capace di capire la tecnica corretta della degustazione. Non basta sentire il profumo del vino, ma assaporarlo ed apprezzare il gusto che lascia in bocca.
I nostri vini non sono potenti, ma hanno un equilibrio fra naso e bocca con un finale persistente.
I nostri vini bianchi, hanno una sobrietà elegante  che non copre il gusto del cibo, bensì lo supporta.

Lei descrive i suoi vini come artigianali, perché?

Non utilizziamo pesticidi, usiamo letame naturale, lavoriamo le vigne meccanicamente e rimoviamo l’erba sotto filare ancora a mano come facevano i miei bisnonni.

Raccogliamo l’uva a mano in piccole cassette da 18kg. dove l’uva viene adagiata.

Le cassette vengono prontamente portate in cantina per la vinificazione; questo evita l’avvio di processi ossidativi che si avrebbe con le vendemmiatrici meccaniche.

Assaggiamo i vini almeno quattro volte al giorno nei due mesi successivi alla fermentazione.

Per portare freschezza, equilibrio ed eleganza bisogna travasare prontamente,  anche a mezzanotte, i vini in riduzione.

Questo meticoloso lavoro ci permette di ridurre al minimo l’utilizzo do solfiti aggiunte.

Recentemente ho ricevuto una email da una cliente che diceva:

IN TOSCANA ,VI SEMBRERA’ ESAGERATO E’ AVVENUTO IL MIRACOLO…HO ACQUISTATO,SENZA CONOSCERVI UNA BOTTIGLIA DEL VOSTRO VINO…EBBENE HO SCOPERTO PER LA PRIMA VOLTA DI STARE BENE ..DI NON AVERE LA SOLITA SONNOLENZA…E MAL DI TESTA…

ALTRE VOLTE HO ACQUISTATO DEL VINO BIOLOGICO…MA SENZA AVERE GLI STESSI RISULTATI..EVIDENTEMENTE FATE LE COSE CON MOLTA CURA…BRAVI

Quando si tratta di vinificazione, che cos’è che si sa ora che probabilmente avresti voluto conoscere prima di iniziare?

L’importanza della natura e del tempo, due variabili casuali ed improvvise che nessun altro settore si trova di fronte.

Qual è il tuo obiettivo per Vini Montauto?

Non voglio crescere in quantità ma provare, capire, sbagliare e migliorare la qualità di Montauto.
Voglio continuare a fare vini che creano entusiasmo.
Abbiamo appena realizzato il Metodo Classico “Champenoise” da uve Sangiovese. Tutti erano scettici ma ora stiamo già ricevendo tante conferme, siamo solo all’inizio….

E ‘un giorno perfetto in Toscana, il lavoro è finito e ora si va a casa. Che vino e cibo ti piacerebbe trovare sulla tavola?

Un piatto di pasta di grano duro con zucchine e pomodorini del nostro orto e un bicchiere di Enos I.

Infine, dove posso comprare Vini Montauto?

È possibile trovare le nostre bottiglie nalle migliori enoteche e ristoranti di Toscana, negli Stati Uniti, in Australia, in Giappone, in Norvegia, in Regno Unito, in Belgio, in Spagna, in Francia e in Russia.

 

Ricordatevi sempre che dietro ogni bottiglia di vino c’è almeno 1 anno di duro lavoro
Se siete nella zona, venite a trovarci e a visitare la nostra azienda!

 

 

foto paula da silva 8