Il ciliegiolo di Tenuta Montauto

Questo territorio è particolarmente vocato poiché esposto alle brezze di mare con repentine escursioni termiche su un terreno ricco di scheletro e minerali. Qui infatti il Ciliegiolo viene allevato da circa 15 anni su spalliera a cordone speronato, con impianti di circa 3300 viti per ettaro. Vendemmiato a mano a inizio Settembre, dopo un’accurata selezione delle uve viene sottoposto a una soffice pressatura. La fermentazione, in tini di acciaio inox a una temperatura di 28°C, la macerazione, di circa 15 giorni e l’affinamento in acciaio per 6 mesi restituiscono un vino che profuma di fragole mature, di mirto, e macchia mediterranea. Il palato, morbido e fresco di agrumi, chiude delicatamente con aromi di fiori, rosa in particolare.

Il Ciliegiolo di Tenuta Montauto è un vino decisamente versatile, ha delicatezza e autorevolezza, due anime che lo rendono molto disinvolto con alcune preparazioni toscane a base di carne: dalla carnosità del filetto di Chianina alla delicatezza delle carni bianche da cortile, come il pollo ruspante, cotto magari sulla griglia. Ciò detto, il Ciliegiolo sta benissimo anche con alcuni molluschi in preparazioni saporite come il Cacciucco o

le cozze in umido. A voler assecondare l’amore tutto maremmano per le lumache, poi, bisogna sottolineare come il Ciliegiolo di Tenuta Montauto si presti bene ad accompagnare questa particolare pietanza, con cui va d’accordo per mineralità e per incisività di sapore.

il ciliegiolo

Il Ciliegiolo è un vitigno appartenente a tutta l’Italia centrale ma la sua zona d’origine è proprio la Toscana, dove questo vitigno si diffuse forse approdando dalla Spagna verso la fine del 1800. Tuttavia, nessuna ricerca ha appurato somiglianze tra il Cilegiolo e le viti spagnole, mentre le analisi condotte sul suo DNA hanno evidenziato che le sue origini vanno ricercate presso alcune varietà autoctone italiane, come per esempio il ben più famoso Sangiovese.

Il vitigno si presenta con grappoli di grandi dimensioni, compatti e allungati in forma piramidale; ha foglia medio-grande di forma pentagonale. Le bacche sono di dimensioni piuttosto grandi, sferiche, con una bella buccia pruinosa mediamente spessa e dal colore nero con riflessi violetti. La loro polpa è succosa, dal sapore semplice ma assai gradevole.

A livello produttivo, si tratta di una pianta vigorosa, che consente vendemmie elevate e costanti, in grado di adattarsi a qualunque situazione. Va però detto che il Ciliegiolo prospera di preferenza su terreni collinari moderatamente fertili e climi caldi e asciutti, che garantiscono un migliore equilibrio vegetativo e produttivo. Il Ciliegiolo è dotato di una buona vigoria e matura precocemente. Per raggiungere buone rese costanti deve essere piantato su colline poco umide dai climi secchi e caldi. Ha però anche la capacità di maturare anche in alta quota, dove è spesso molto apprezzato.

Il Ciliegiolo prende il nome dal colore e dal caratteristico aroma del vino che se ne ricava che, per appunto, dovrebbe richiamare la ciliegia. Benché si tratti di un vitigno in grado di dare ottimi vini, ha incontrato scarsissima fortuna negli ultimi anni e oggi la sua superficie di coltivazione è scesa a soli 5.000 ettari, un decremento, questo, dovuto sia alla caduta in disgrazia del vino novello, tipologia per la quale il Ciliegiolo era frequentemente utilizzato, sia al suo assemblaggio come subalterno del Sangiovese, cui fa da contraltare, e sempre in percentuale minoritaria.

Il Ciliegiolo è tuttavia un vitigno molto duttile: se vinificato in bianco o con breve macerazione può dare vini freschi e profumati, mentre si presta molto bene anche all’appassimento. Per questo motivo si sta assistendo, negli ultimi anni, a una timida ripresa del vitigno tanto che sono sempre più i produttori che vi si cimentano, finalmente anche in purezza. In questi rari casi il vino ha un bel colore rubino con brillanti venature viola, di buona gradazione in alcol, con profumi complessi e fini e palato strutturato, dal corpo pieno. Generalmente si tratta di vini da bere giovani grazie alla bassa acidità, che li rende morbidi alla percezione al palato, ma che riescono anche ad invecchiare qualora i produttori lo richiedano. Il vino allora si fa intenso e complesso, e le note di ciliegia si sviluppano declinandosi in sentori di sottobosco, tocchi di prugne e marasche e frutti di bosco in confettura.

riconoscimenti

Decanter 2019

“Silio” 2017 medaglia d’argento a Decanter 2019

recensioni
scheda prodotto

Note di degustazione

Un profumo profondo, che inizialmente rimanda al cioccolato per poi virare verso l’elicriso e i frutti rossi. A poco a poco si infittisce di sensazioni di bacche aromatiche, come di mirto, anche in foglia, cassis e radice di liquerizia e cardamomo.

Uvaggio

Ciliegiolo

Alcol

13%

Formato

0.75 ml

Temperatura di servizio

16-18°

Momento per la degustazione

Aperitivo e pasti

Abbinamento

Filetto di Chianina; Pollo ruspante alla griglia; Cacciucco; Cozze in umido; Lumache in umido

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